Tell Me Something: the songs of Mose Allison
Tell Me Something: The Songs of Mose Allison Esiste una coltre di nebbia che avvolge la percezione collettiva di Van Morrison . Per decenni, la critica meno attenta lo ha incasellato come il bardo celtico, architetto di un misticismo folk-soul pastorale e visionario. Eppure, a guardare sottopelle la sua intera traiettoria, emerge un’evidenza diversa: Morrison non ha mai smesso di usare il jazz come bussola formale. Non lo ha fatto da accademico, né da devoto imitatore dei classici, ma da corsaro, masticando il be-bop, distorcendo lo swing e piegando la materia alla propria urgenza spirituale. Il momento di massima epifania di questa identità clandestina si colloca nell’ottobre del 1996 con la pubblicazione di Tell Me Something: The Songs of Mose Allison . Questo disco non rappresenta un semplice tributo tardivo, ma l’esplosione di un sodalizio intellettuale e sonoro tra quattro personalità straordinarie: Morrison stesso, Georgie Fame , Ben Sidran e il maestro indiscusso Mose Allison ....