Ascoltando Remembering Now

12 giugno 2025

In anteprima grazie a un amico speciale ho il privilegio di ascoltare questo magnifico nuovo lavoro di Van Morrison. Ci siamo messi alle spalle un periodo no e la musica ci darà la giusta vibrazione, quella scossa di cui necessitiamo. Non so se riesco a spiegare il legame, questa forte connessione che sento da qualche anno a questa parte per il grande irlandese. Questo disco si capiva subito, fin dal titolo e dall'artwork che sarebbe stato speciale. Per motivi anche abbastanza casuali, se vogliamo. Ma tant'è. Si parte alla grande con il brano Down to Joy che ci fa ripensare a quel periodo difficile, da cui siamo usciti in qualche modo, in ogni modo. Ed è dolce e piacevole ricordare il bel film Belfast di Branagh, di cui faceva parte il brano, con la magnifica sequenza iniziale. Si passa a "If It Wasn't for Ray" un altro pezzo vivace, dove la presenza dell'organo Hammond, delle percussioni, dei fiati e dei cori, la fanno da padrone. Brano agile e allegro, che ci fa entrare nel giusto mood del disco. La temperatura emotiva sale di almeno un paio di gradi grazie alla terza traccia, "Haven't Lost My Sense of Wonder". Qui siamo decisamente dalle parti del nuovo classico morrisoniano, che sa guardare al passato, come diceva Thomas Wolfe, per citare un altro scrittore caro a Van. L'artista irlandese appare qui molto concentrato e ispirato, ma la cosa se vogliamo più sorprendente di questo nuovo lavoro è l'abilità di tessere melodie, arrangiamenti sofisticati dotati del necessario appeal e dell'hook convincente, coinvolgente. Van canta davvero in modo esemplare, quasi come a voler archiviare le ultime prove. Questa è la Serie A, a cui ci aveva praticamente da sempre abituati. La qualità dei suoni, degli arrangiamenti e della scrittura appaiono evidenti. È un altro grande pezzo, un nuovo classico. "Love, Lover and Beloved" non mi ha entusiasmato al primo ascolto, ma potrebbe essere un mio abbaglio, motivo per cui sospendo il giudizio prima di averla riascoltata. "Cutting Corners" nonostante l'abbia già ascoltata diverse volte, mi ha fatto un effetto completamente diverso, all'interno del disco e posizionata come traccia numero cinque. Ho sentito dire che sarebbe un pezzo riempitivo da certi recensori dell'album, ma dissento. Per me è uno dei pezzi forti di questa ideale prima facciata. Suona fresca, quasi chirurgica e fa il suo lavoro alla grande. Colpisce e suggestiona come solo un classico di Van Morrison anni Settanta era riuscito a fare in passato. Per me è una canzone che può stare senza fatica accanto alle grandi cose prodotte in passato dal Nostro. Passiamo così alla doppietta romantico-sentimentale costituita da Back To Writing Love Songs" e da "The Only Love I Ever Need Is Yours". La prima è una sorta di invito, quasi un'invocazione all'amore gentile, mentre la seconda, che è probabilmente il brano più breve del disco è davvero una canzone d'amore vecchio stampo e lo dico come cosa completamente positiva. Un elogio alle ragioni del cuore. Forza Van! Di "Once in a Lifetime Feelings" vi scriverò più diffusamente nella recensione che mi appresto a scrivere in tempi brevi, ma già al primo ascolto mi pare uno dei pezzi da novanta del disco. Perché ricorda cose meravigliose del passato più o meno recente della produzione morrisoniana. Molto bella anche "Memories and Visions" altro pezzo più o meno classicheggiante e presente in numerosi dischi di Van. Niente di nuovo, probabilmente ma il pezzo piace e convince fin dal primissimo ascolto, anzi dalle prime note di apertura. "When the Rains Came" è uno dei 4-5 pezzi di assoluto valore presenti in questa nuova raccolta, anche se non sono ancora arrivato alla celeberrima e già famosa "Stretching Out". Sono pezzi che come la stessa "Remembering Now" necessitano di tempo per essere metabolizzati, assorbiti e setacciati.  Più semplice dire della melodia semplice, ma splendida di "Colourblind", dodicesima traccia che ci riporta ancora indietro nel tempo e nello spazio, almeno fino al Morrison di Magic Time, quindi dei primi anni Duemila, ma anche qui ci vorrà tempo per stabilire le corrette, giuste coordinate.  Ci tengo a sottolineare come questo mio primo ascolto non abbia alcuna pretesa di tipo critico, né di approfondimento. Ho solo voluto scrivere di getto senza filtro quello che mi trasmette e mi comunica questo primo ascolto. Posso però affermare senza problemi che la title track, "Remembering Now" è a mio parere un gioiello e un capolavoro assoluto, un pezzo che proviene direttamente dall'anima del Nostro Van. 

Disco formidabile, a tratti quasi clamoroso, ma senza il quasi. 

Rave on, Van!

13 giugno 2025

Il primo ascolto di "Remembering Now" è archiviato. 

Ora non resta altro da fare che passare al setaccio ogni genere di informazione, di dati tecnici, di impressioni, per sviscerare al meglio tutto quello che il Nostro "The Man" ha messo in atto. Alcuni di noi probabilmente non si aspettavano un disco del genere, e lo dico facendo una stima per difetto. Ma nemmeno i fandom più accaniti e irriducibili potevano pensare e sospettare che ci fosse un disco simile in pentola. Anche perché a parte qualche segnale positivo, vedi "Moving On Skiffle", Morrison non pubblicava un disco degno del suo nome dal 2019, parlando in termini del grande cantautore che era stato. Guai però a darlo per finito, visto che all'alba degli 80 anni ha tirato fuori dal cilindro una manciata di brani che per tanti versi riportano alla memoria i fasti del suo leggendario passato. Personalmente la "seconda facciata" del disco mi ha sconvolto, ma è difficile escludere dal lavoro più di 2-3 tracce. Sono tutte memorabili, ben eseguite, concepite con criterio e passione. Il valore del disco traspare già dalle prime battute, dagli incipit dei brani e alcuni hanno una durata a dir poco epica. Non voglio dilungarmi adesso, ma bisogna spendere almeno qualche parola per quanto riguarda questa rapsodia sonora che è "Stretching Out", a mio parere la nuova "Ancient Highway", se non addirittura un brano superiore per qualità e per motivazione. Sarò impazzito, ma a me "Remembering Now" ricorda il Van Morrison fine Settanta, metà Ottanta. In pratica: una autentica meraviglia!

E se "Moondance" aveva il miglior Lato A della storia del Rock, "Remembering Now" possiede, come minimo, il miglior lato B che ho ascoltato negli ultimi 20-25 anni.

In fede,

Dario Greco

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