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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

Ascoltando Three Chords & The Truth di Van Morrison

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Tre accordi e la verità. Quasi come se fin a questo momento il Nostro avesse giocato. Scrivere di questo 41esimo disco in studio di  Van Morrison  è per me un grande onore e un privilegio, davanti a una platea sempre più favorevole nei confronti della Guida all’ascolto di Van. Chi vi scrive aveva apprezzato i precedenti The Prophet Speaks, Versatile, Roll with the Punches, e in misura maggiore Keep Me Singing, l’ultimo disco di Morrison, composto per 12/13esimi da materiale autografo. Wikipedia ci tiene a sottolineare come l’ultimo lavoro composto esclusivamente da brani scritti di proprio pugno da Van risalga a Born to Sing: No Plan B. Ciò che balza immediatamente agli occhi, anche dei meno attenti, è il numero elevato di dischi che il cantautore irlandese pubblica in questo periodo. Oltre ai già citati, bisogna infatti annotare anche i dischi collaborativi Duets: Re-working the Catalogue, del 2015, composto da una sequenza di brani classici e con qualche pezzo più recente,...

Come ho scoperto Down the Road di Van Morrison

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La pubblicazione del 29esimo disco in studio di Van Morrison ha una valenza storica di tutto rispetto, almeno per il sottoscritto. Fu proprio in questa circostanza che scoprii i suoi dischi in studio. Appena un mese prima un amico con la passione musicale, e una discreta collezione di cd vinili, mi passò un po' di cose, tra cui   Tori Amos, Nick Drake, Tim Buckley, Nick Cave ,   Portishead  e dato che sapeva della mia passione per   Bob Dylan, Tom Waits   e Springsteen, mi fece pure una copia di Moondance e Astral Weeks, raccomandandomi di ascoltare quest'ultimo con attenzione, non come se fosse un disco qualsiasi. Purtroppo la copia di Moondance non era leggibile né da PC né da lettore cd, motivo per cui, prima di farmelo ri-duplicare ascoltai per giorni e giorni   solo  Astral Weeks. Dopo pochi giorni, mentre ero quasi del tutto assorbito dalla lettura di Tropico del cancro di   Henry Miller , ci furono alcune nuove uscite degne di nota, tra cui...

Scoprendo The Healing Game (1997)

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La prima volta di The Healing Game  Ricordo come fosse ieri la prima volta in cui mi sono imbattuto in questo disco di Van. Dopo i dubbi che riguardavano principalmente la copertina, che ancora oggi faccio fatica a comprendere, misi il cd nel mio lettore Samsung, premendo play. Disponevo già di un masterizzatore e me l'ero copiato, ancora prima di ascoltarlo, dato che il cd l'avevo preso in prestito dalla Biblioteca Nazionale di Cosenza. Nello stesso giorno il mio amico Massimo Sisca, grande appassionato di musica e di jazz, in particolare, mi aveva copiato Back on top, visto che io non facevo altro che parlare di libri e di dischi praticamente con chiunque. Anzi in quel particolare momento parlavo esclusivamente o di Henry Miller o di Van Morrison. Massimo mi disse che era un bel disco e che lo avrei apprezzato senza alcun dubbio. Davvero un bel gesto, da parte sua, ma fatto ancora più importante, aveva ragione: Back on top era davvero un gran bel disco; motivo per cui in quel...